Un utile sodalizio a dispetto dei luoghi comuni

scritto da Massimiliano Pecora Venerdì, 14 Luglio 2017. Notizie, Letture dal mondo, Leggere Conviene

Perché appoggiare una rubrica cuturale

radio

L’avventura radiofonica della rubrica culturale Dicci prof.!, presente nel palinsesto di Radio Top100RTV, ha trovato un importante alleato nell’Associazione culturale Leggere Conviene. Duplice è stato l’apporto della radio del Litorale romano nel preparare un nuovo programma: da un lato si trattava di inaugurare un plot dal ben preciso target, dall’altro scommettere sull’ampio pubblico di lettori e lettrici, di aspiranti scrittori, poeti, studiosi e uomini di cultura dalla provata esperienza che potessero constatare l’efficacia del mezzo radiofonico.

A oggi, l’incremento degli ascolti e la rispondenza del pubblico premiano l’iniziativa della radio. Tuttavia una rubrica culturale ha bisogno e necessita di un sostegno proprio per venire incontro a esigenze civili e morali. Sì, scomodiamo queste due importanti parole! Domandiamoci come mai, nel secolo della comunicazione pervasiva e onnipresente, in un momento storico che scatenerebbe le ire polemiche di George Orwell e di George Bernanos – almeno a citare due autori ideologicamente diversi, ma accomunati da un medesimo sentimento polemico verso l’involuzione della società moderna –, sarebbe giusto appoggiare una rubrica culturale. La risposta è tanto semplice quanto banale. Perché ognuno di noi lo vuole. Non c’è individuo che non trovi appagamento nel leggere e nel cimentarsi con la propria lingua, con la riflessione attenta su quello che lo circonda, con la scoperta di quanto appare nascosto a uno sguardo distratto e da aguzzare. Ben lontano dal rinverdire le finalità di un nuovo illuminismo, forniamo una considerazione di buon senso: cosa costa pensare criticamente poco più di quanto il convulso quotidiano ci permette? Perfino i grandi economisti e scienziati si sono resi conto di quanto un patrocinio alla riflessione colta e informata valga più di mille sconti sul prodotto di largo consumo. Si obietterà che con la cultura non si mangia. Bene! Ancora una volta incappiamo in un – perdonate l’espressione colta! – errore sistematico. È la stessa riflessione che genera gli strumenti per migliorare il nostro tenore di vita. Le tristi conseguenze della disoccupazione o del precariato dei laureati e dei giovani sono il frutto di un altro fenomeno, lo stesso che non porta cibo sulle nostre tavole o che ci fa incorrere nell’insoddisfazione di un lavoro malpagato e, soprattutto, mal riconosciuto. Vorrei constatare le manifestazioni di un altro fenomeno, tipicamente moderno e utilitaristicamente attuale. Cosa ci aspettiamo dalla cultura? Tantissimo è la risposta, specie se la reputiamo una forma di investimento per la formazione delle nuove generazioni o se prendiamo atto di quanti siano gli aspiranti che vogliano fornire un contributo consapevole al consesso sociale in cui viviamo. Per comprovare l’utilità di una rubrica di cultura non occorre scomodare le teorie economiche del capitale umano o quelle del capitale cognitivo, branche solidissime delle nuove piattaforme finanziarie e politico-amministrative. È sufficiente, anche solo riduttivamente, immaginare l’apporto della cultura per arricchire quello spazio che i padri latini chiamavano otium e che oggi ricerchiamo supinamente nella rete dei link di un ipertesto virtuale. Potrei aggiungere tanti esempi: dal circolo nautico alla sala dei ristoranti e dei bar in cui si sosta per discutere di libri e del futuro della scuola italiana; dalle associazioni politiche che vogliono promuovere i loro interventi sul territorio alle biblioteche e alle associazioni di librai in cui si propongono nuovi libri e nuove strategie per diffondere l’educazione alla lettura, finanche i luoghi di divertimento in cui ci si ritrova a esprimere una cosciente opinione sull’impegnata cinematografia o sulle vicende della televisione italiana. Chi più ne ha più ne metta! Pertanto basta con i luoghi comuni! È così che desidero ringraziare Leggere Conviene per il supporto alla rubrica culturale Dicci prof.!, in attesa di altri soggetti a sostegno della trasmissione che, grazie alla redazione di Top 100 RTV, ho l’onore di dirigere per implementare quell’inesauribile capitale chiamato cultura.

Massimiliano Pecora
Conduttore della rubrica culturale Dicci prof.! trasmessa su Radio Top100 RTV (FM 96.6; pagina facebook top100rtv)

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